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Come abbiamo trasformato la linea editoriale di Attucci Editrice

Iniziamo dalla storia, una premessa

Sono un designer cresciuto in tipografia: ho passato anni fra odori di inchiostro, pacchi di svariate tipologie di carte, pellicole, lastre e bancali con sopra pile di carta stampate con le nostre bicolore.

Nella mia esperienza ventennale dentro la tipografia, ho avuto la fortuna di toccare con mano quello che disegnavo, strutturavo e proponevo. Fra tutti i prodotti, il libro è quello che mi ha sempre emozionato di più: partire da un semplice documento word completamente immateriale fino ad arrivare a stringere fra le mani un volume evoca una sensazione che non ha assolutamente prezzo.

Ho impaginato il mio primo libro nel 2008 per Attucci Editrice, un piccola realtà pratese presente sul territorio da più di 30 anni, e da quel momento è iniziata una collaborazione con loro che ci ha portato a lavorare su svariati testi ma, soprattutto, a definire un nuovo stile estetico e visuale per i volumi a venire.

La linea editoriale, il punto di partenza: l’identità

Analizzando i primi volumi di Attucci Editrice, possiamo notare come non avesse una chiara continuità degli elementi in copertina, rischiando di risultare così come un editore diverso per ogni libro agli occhi dei futuri lettori. La coerenza visuale e la linea editoriale sono diventate la priorità e abbiamo deciso di lavorare su due fronti: copertina e carattere, lasciando invariato il formato in A5 per ragioni di praticità.

Dalla copertina alla distribuzione degli elementi

La copertina ha subito una grande trasformazione: oggi, un caratteristica principale dei volumi di Attucci editrice è quella di avere dei dipinti di autori locali nelle copertine dei libri. La nostra idea è stata quella di creare quella sensazione di quadro appeso al muro, quindi con l’immagine a tutta pagina e uno spazio bianco in alto dove inserire autore e titolo. La linea di termine dell’immagine coincide generalmente con l’inizio del paragrafo all’interno del libro.

Per la stampa viene utilizzata prevalentemente carta patinata opaca 300 gr. plastificata opaca per le copertine, salvo rare eccezioni in cui vengono impiegate carte usomano vergate per edizioni particolari. Di seguito possiamo vedere il libro di poesie Specchi e risonanze con una carta avorio martellato.

Una scelta di carattere

Abbiamo scelto di passare da un Times New Roman a un Garamond Premiere Pro per queste due ragioni: originalità e sensazioni.

Originalità: il Times è forse il carattere più usato nell’editoria e in tutti i volumi destinati alla pubblicazione, tesi comprese. Volevamo trovare un carattere Serif molto delicato, leggero e che avesse un “peso” diverso. Il Garamond è stato il compromesso ideale, che noi abbiamo scelto di impostare a corpo 13 per garantire una buona leggibilità.

Sensazioni: Il Garamond presenta un occhiello (parte interna della a minuscola, della e minuscola, della o, p, q e g per intendersi) più stretto rispetto al Times e ci rimandava una sensazione di maggiore leggerezza. La coda della Q maiuscola (la coda è il gambo in basso alla lettera) ci regalava un senso di grande eleganza e calore. La coda della Q abbraccia le altre lettere e abbiamo trovato la forma coerente con il legame che ha la casa Editrice con la tradizione e il territorio.

Differenza Times e Garamond

E per finire

Questo non è solo un processo di rinnovamento estetico, ma un’affermazione di passione per l’arte di raccontare storie: impaginare non è solo un atto tecnico, ma la creazione di un’opera tangibile che porta con sé il profondo piacere di dare vita a storie che vanno al di là delle pagine.

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